Agra

verso Agra

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India - Madhya Pradesh

Incontriamo Roop alle 8 poco distante dal nostro albergo e con lui partiamo per Agra.
Delhi sfila lenta davanti ai nostri occhi. La Delhi coloniale fatiscente, la Delhi capitale, cantieri della metro, le baraccopoli, bufali e mucche, branchi di docili cani accucciati nelle aiuole spartitraffico, carri trainati da mucche, cavalli, cammelli, uomini, carichi di merci, auto, mucche, uomini… tutto appare intercambiabile.

Agra – Taj Mahal

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Taj Mahal

“Lasciate che sia il Taj a parlarvi” ci raccomanda Roop
è vero il Taj parla… parla dell’Amore e di chi lo ha fatto costruire per le spoglie della sua sposa anche se tutti lo credevano pazzo. Imponente e magnifico nella simmetria del marmo bianco, immensi prati verdi e il suo riflesso nei corridoi d’acqua.
Vent’anni per costruirlo, per decorarlo con fiori e iscrizioni del corano; sublime arte islamica nel cuore dell’India, divenuto il simbolo stesso dell’India.
Penso alle statue del Budda scavate mille vite fa nell’arenaria afgana e in un attimo distrutte dal regime talebano. Un’isola di serenità nel cuore caotico e pulsante di Agra; uscire dal Taj è entrare in un girone dantesco, la folla mi assale, sono impotente di fronte a tanta desolazione e a tante richieste.
Dentro al Taj pochi occidentali, molti indù, alcuni mussulmani. Il Taj Mahal è luogo sacro mussulmano ma pare essere sacro per tutti, la devozione indù contagia tutti.

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api sulle volte del tempio

Un piacevole incontro… sulla volta d’entrata tre macchie scure attirano la nostra attenzione, un’ape morta a terra. Tre famiglia di api hanno preso dimora al Taj Mahal, famiglie belle grandi con i nidi a svariati metri di altezza convivono con migliaia di visitatori. Scoiattoli e pappagalli verdi abitano il giardino. Ci perdiamo cercando l’uscita.

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