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	<title>Atisha &#187; India</title>
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		<title>Khajurhao</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2005 18:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; tempio dedicato a Parvati la sposa di Shiva. Questi templi sono qualcosa di unico, emozionano il cuore, penetrano nel profondo, energia, emozione che dalla terra mi penetra dentro, attrae verso la terra, i piedi nudi si emozionano sulla pietra calda, fredda, liscia e ruvida, arenarie levigate da passi umani e acque celesti. I templi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; tempio dedicato a Parvati la sposa di Shiva.<br />
Questi templi sono qualcosa di unico, emozionano il cuore, penetrano nel profondo, energia, emozione che dalla terra mi penetra dentro, attrae verso la terra, i piedi nudi si emozionano sulla pietra calda, fredda, liscia e ruvida, arenarie levigate da passi umani e acque celesti. I templi slanciati verso l&#8217;infinito mi trascinano oltre le guglie traforate e ornate di saggezza.<br />
Canti sacri a Shiva o a Krishna nell&#8217;aria, donano pace al mio cuore e a questo luogo; dimentico le flotte di venditori pronti, qui fuori, come squali in mare aperto.<br />
La bellezza di questi luoghi rende il Taj Mahal  un ricordo lontano, la sacralità e la pace di questa devozione frena le lacrime di tibetani ricordi.<br />
Lascio che l&#8217;arenaria mi parli, siedo dinnanzi allo Shiva-Lingam&#8230; offro incenso e ricevo un &#8220;bindu&#8221; di devozione.<br />
Bassorilievi, sculture, decori, intarsi impregnano queste pietre tanto quanto centinaia di anni di devozione che continua tuttora.<br />
Sui muri scene di vita quotidiana, balli, canti, caccia, eros, tantra, yoga.<br />
Non i templi del sesso ma della Vita, ogni parte della vita.<br />
Sono da osservare bene prima da fuori, poi nell&#8217;anticamera, dopo, svuotati dalle umane passioni si può entrare ed incontrare la divinità.</p>
<p>Attorno ai templi prati, alberi, un giardino di semplice e rara bellezza. Un dono per me, un dono che la saggezza indiana ci dona e che troppi occidentali sprecano con malizia.</p>
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		<title>viaggio allucinante</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2005 18:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Khajurhao]]></category>
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		<description><![CDATA[oltre 50 ore di viaggio separano i templi di Khajurhao da M/Ganj. penso al &#8220;Be carefully&#8221; di Roop&#8230; raggiungere Khajurhao da Delhi non è stato facile, siamo arrivati a Jhansi in treno, viaggio reso faticoso dall&#8217;aria fredda che entrava dai finestrini. Jhansi ci accoglie all&#8217;alba, un moto-ricksaw ci guida nel buio fino alle fermate degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-khajuraho/india-277.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="Khajurhao" src="http://www.atisha.it/foto/india-khajuraho/thumbs/thumbs_india-277.jpg" alt="india-277.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">Khajurhao</p></div>
<p>oltre 50 ore di viaggio separano i templi di <a href="http://www.atisha.it/khajurhao/">Khajurhao</a> da <a href="http://www.atisha.it/sharing-love-experience/">M/Ganj</a>. penso al &#8220;Be carefully&#8221; di <a href="http://www.atisha.it/foto/india-incontri/india-058.jpg">Roop</a>&#8230; raggiungere <a href="http://www.atisha.it/khajurhao/">Khajurhao</a> da <a href="http://www.atisha.it/delhi/">Delhi</a> non è stato facile, siamo arrivati a Jhansi in treno, viaggio reso faticoso dall&#8217;aria fredda che entrava dai finestrini. Jhansi ci accoglie all&#8217;alba, un moto-ricksaw ci guida nel buio fino alle fermate degli autobus: una spianata in terra battuta disseminata ovunque di bus e chioschi per la colazione. Troviamo quello che dovrebbe essere il nostro mezzo e mangiamo. Saliamo fiduciosi e conosciamo due ragazzi di Mosca diretti alla nostra stessa meta.<span id="more-154"></span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 110px"><a class="thickbox" title="India  - Madhya Pradesh" href="http://www.atisha.it/foto/india-strade/india-310.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="India  - Madhya Pradesh" src="http://www.atisha.it/foto/india-strade/thumbs/thumbs_india-310.jpg" alt="india-310.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">India  - Madhya Pradesh</p></div>
<p>Il pulman corre come può fra le campagne, il tempo passa, i chilometri non troppo. Molta strada e molte fermate.<br />
Sostiamo a lungo in una stazione abbastanza grande, litigio a bordo fra conducenti. Qualcosa non va, è subito chiaro che l&#8217;oggetto del litigio siamo noi quattro&#8230; siamo su di un localbus che non va diretto a <a href="http://www.atisha.it/khajurhao/">Khajurhao</a>&#8230; fuori c&#8217;è un turistbus diretto&#8230; per noi è difficile capire dove stia la fregatura&#8230; tentativi di chiarimenti, urla, rimaniamo sul nostro pulman e il viaggio riprende.<br />
La carrozza si riempie sempre di più, siamo all&#8217;ora di punta, ragazzotti parlano, ridono, occhiate furtive e parole rubate ad una lingua nascosta allertano i nostri sensi.<br />
Pare sia vero, il localbus non va a <a href="http://www.atisha.it/khajurhao/">Khajurhao</a>, ci sarà da cambiare, arrivati a Chatancot decidiamo, in combutta coi russi (<a href="http://www.atisha.it/foto/india-incontri/india-193.jpg">Natasha e Sasha</a>) di bloccare il bus e chiamare la temuta polizia indiana. La polizia non parla inglese ma dopo varie agitate dicussioni all&#8217;interno del mercato del paese saliamo su di una jeep (le 25rupie a testa le paga il bigliettaio del localbus).</p>
<p>Non riusciamo ad uscire dal paese che <a href="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/india-200.jpg">foriamo una gomma</a>, viene sostituita e dopo pochi chilometri ci fermiamo a ripararla da un &#8220;<a href="http://www.atisha.it/foto/india-volti/india-201.jpg">gommista</a>&#8221; a bordo strada.<br />
Pista in terra battuta, l&#8217;autista suona il clacson toccando col filo scoperto la carrozzeria dell&#8217;auto. Gli zaini sono legati direttamente sul tetto. Ogni pochi chilometri ci fermiamo a chi fa cenno di voler salire&#8230; arrivati a <a href="http://www.atisha.it/khajurhao/">Khajurhao</a> sulla jeep siamo in 17, compresi due bimbi piccoli.<br />
Alle 14 varchiamo la soglia di un hotel, ovviamente consigliatoci da un ragazzo salito al volo sulla jeep.<br />
Contrattiamo un po&#8217; sul prezzo della camera e riusciamo a spuntarla, ovviamente perchè qualunque altro servizio dell&#8217;albergo ha costi proibitivi, doppi o tripli rispetto al resto dell&#8217;India! Benvenuti a <a href="http://www.atisha.it/khajurhao/">Khajurhao</a>!</p>
<p>Il padrone di casa mi fa ridere, ci accoglie nel giardino e ci offre té (chai), chapati e verdure in umido come benvenuto. Ha una lunga barba OshoStyle e modi di fare da nobile inglese con la servitù che scatta sull&#8217;attenti ad ogni suo cenno.<br />
E&#8217; una cartolina, la brutta copia di un buon padrone di casa, che finge di stare piacevolmente con te ma non è abbastanza interessato per starci realmente, lo guardo e sorrido.</p>
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		<title>Treni&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2005 18:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230;treni lunghissimi, con le porte esterne sempre aperte e quelle interne inesistenti anche fra vagone e vagone, così la gente viaggia affacciata fuori dalle porte. Pseudo-scompartimenti con otto cuccette, delle quali due in corridoio, i finestrini non si chiudono e la gelida aria della notte ci avvolge per tutta la durata dei viaggi nel nord [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/india-322.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center " title="treni..." src="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/thumbs/thumbs_india-322.jpg" alt="india-322.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">treni...</p></div>
<p>&#8230;treni lunghissimi, con le porte esterne sempre aperte e quelle interne inesistenti anche fra vagone e vagone, così la gente viaggia affacciata fuori dalle porte.<br />
<span style="font-style: italic;">Pseudo-scompartimenti</span> con otto cuccette, delle quali due in corridoio, i finestrini non si chiudono e la gelida aria della notte ci avvolge per tutta la durata dei viaggi nel nord indiano, verso sud le temperature si alzano, allora è il momento di accendere i grandi ventilatori (tre per scompartimento) appesi al soffitto.<br />
Suoni, voci, rumori, aria, rumore di ruote sui binari ed io fischio costante del macchinista, la mia mente vede mucche, asini, cani e bambini sui binari&#8230;<span id="more-160"></span><br />
I viaggi in treno sono sempre molto lunghi e faticosi, a causa delle grandi distanze del sub-continente indiano e per la bassa velocità (una media di 60km/h per i veloci espressi) e della calca all&#8217;interno dei convogli.<br />
Resta però una delle esperienze più belle di questo viaggio.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 85px"><a class="thickbox" title="gli scompartimenti" href="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/india-185.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center  " title="gli scompartimenti" src="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/thumbs/thumbs_india-185.jpg" alt="india-185.jpg" width="75" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">gli scompartimenti</p></div>
<p>Nel treno trovi l&#8217;India intera che si muove, l&#8217;accoglienza di questi popoli ti tocca da vicino. All&#8217;ora dei pasti intere famiglie apparecchiano gli scompartimenti e condividono il cibo coi vicini, felici di poter offrire i loro prodotti anche a noi stranieri. Ad ogni stazione uomini e donne con vassoi pieni di pietanze calde salgono e scendono dai treni ancora in corsa per venderle ai viaggiatori; anche se sugli espressi, a centro treno, vi sono vere e proprie cucine coi fuochi a legna o a kerosene che preparano i pasti che verrano consegnati direttamente negli scompartimenti ai passeggeri che li avevano prenotati.<br />
I posti sono rigorosamente prenotati ma se nella prenotazione marito e moglie sono capitati lontani una legge non scritta farà farà sedere l&#8217;uomo vicino alla sua compagna e gli altri si stringeranno un po&#8217;&#8230;</p>
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		<title>Back to Delhi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2005 07:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo nuovamente a Delhi, al nostro solito incrocio il nostro scalino di Connaught Place la piazza principale della città nuova. Qui seduti, quasi indiani, siamo un po&#8217; l&#8217;attrazione del luogo; ci siamo fatti pulire gli scarponi da un ragazzo molto carino e bravo, ha fatto un ottimo lavoro e le nostre scarpe sono ora pronte per ripartire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo nuovamente a Delhi, al nostro solito incrocio il nostro scalino di Connaught Place la piazza principale della città nuova.<br />
Qui seduti, quasi indiani, siamo un po&#8217; l&#8217;attrazione del luogo; ci siamo fatti pulire gli scarponi da un ragazzo molto carino e bravo, ha fatto un ottimo lavoro e le nostre scarpe sono ora pronte per ripartire per il sud&#8230; dopo aver tanto pascolato per il fango impastato da ogni organismo a M/Ganj ne avevano bisogno.<br />
Scendere dall&#8217;Hymalaya per arrivare a Delhi è uno shock! Abbiamo fatto la scelta di cambiare sistema di trasporto, non più Bus Delux diretto ma trasporti locali Bus+treno&#8230; un viaggio molto più indiano, con la gente.<span id="more-236"></span></p>
<p>Abbiamo camminato per Delhi fino alla stazione della città nuova per controllare i biglietti, poi al Bazar&#8230; e ora al solito scalino.<br />
Ripassa il lustrascarpe ci saluta e ride, arrivano altri venditori, è lui a dissuaderli, oramai ci conosce, stiamo conoscendo Delhi da qui! Eravamo qui anche il 26 prima di andare a Nord, siamo qui ora, prima di andare a Sud, alle nostre spalle un centro commerciale frequentato da indiani benestanti (dati i prezzi!), di fianco a noi ricksaw e taxi aspettano i clienti.</p>
<p>E&#8217; stato bello viaggiare con Roop e la sua &#8220;Tata &#8211; indica&#8221;, ci ha fatto entrare lentamente in questo continente, assaporare il brivido delle strade del Rajastan, vedere i mercati delle campagne sfilare davanti al finestrino. Ci siamo potuti fermare a parlare con gli apicultori nelle campagne e comprare il loro miele.<br />
Ma l&#8217;India la stiamo assaporando ora, fermi per ore agli incroci, sui suoi treni, nelle stazioni, sugli autobus, senza una vera tabella di marcia ma lasciandoci guidare da questa terra.</p>
<p>Roop è stato il nostro primo maestro di viaggio, altri ne incontriamo quotidianamente; ora viaggeremo da soli verso Khajurhao&#8230; è un po&#8217; preoccupato per questo e continua a ripeterci &#8220;be carefully&#8221;&#8230;</p>
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		<title>Pathànkot</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2005 07:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
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		<description><![CDATA[il treno è in ritardo di appena un&#8217;ora, l&#8217;autobus è statosostanzialmente puntuale (una mezz&#8217;oretta di ritardo!). Siamo molto vicini al confine pakistano, il paese è un susseguirsi ininterrotto di caserme, statue di carri armati nelle aiuole spartitraffico&#8230; M/Ganj e il suo piccolo Tibet è a 95km, ovvero 4 ore di bus da qui (local bus non autobus [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right;"></div>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/india-183.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="stazione di Pathànkot" src="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/thumbs/thumbs_india-183.jpg" alt="india-183.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">stazione di Pathànkot</p></div>
<p>il treno è in ritardo di appena un&#8217;ora, l&#8217;autobus è stato<span>sostanzialmente</span> puntuale (una mezz&#8217;oretta di ritardo!).<br />
Siamo molto vicini al confine pakistano, il paese è un susseguirsi ininterrotto di caserme, statue di carri armati nelle aiuole spartitraffico&#8230; M/Ganj e il suo piccolo Tibet è a 95km, ovvero 4 ore di bus da qui (<span>local bus</span> non autobus turistici. 1000 fermate, 1000 volti che salgono e scendono, ragazzi che rincasano da scuola, contadini coi volti scavati, famigliole.<br />
Un ennenesimo viaggio nel viaggio, zaini sul tetto.<br />
Partiamo dalla città della pace per arrivare nella città dei carri armati.<br />
Una statua di Dumbo vestito da capostazione<span id="more-239"></span> ci accoglie davanti alla piccola, ma lunga, stazione ferroviaria di Pathànkot.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 85px"><a href="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/india-181.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="monumento all'ingresso della stazione di Pathànkot" src="http://www.atisha.it/foto/india-viaggiare/thumbs/thumbs_india-181.jpg" alt="india-181.jpg" width="75" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">monumento all&#39;ingresso della stazione di Pathànkot</p></div>
<p>Mucche pascolano sui binari, militari ovunque, marciapiedi gremiti di gente, sguardi curiosi ci scrutano, siamo gli unici occidentali qui; un uomo che parla solo hindi mi chiede se sono africano&#8230; &#8220;Italy Pradesh&#8221; (Stato dell&#8217;Italia)&#8230; ha sorriso ed io con lui, se avessi accettato di essere africano solo per lui sarebbe stato uguale&#8230; comunque luoghi lontani e sconosciuti.<br />
L&#8217;India mi pervade, ci sto bene qui, basta entrare in sintonia con questo mondo. [il ritardo aumenta a 1h30']<br />
L&#8217;India appare come il paese ove tutto è possibile, dove tutto coesiste, dove le regole, anche le più elementri, decadono.<br />
Il paese della libertà, troppa mi dice Losang, il babbo di Namgyal, credo abbia proprio ragione, troppa libertà.<br />
Libertà che ha permesso ai tibetani di ricominciare, che fa coesistere ogni religione, che si dota della bomba atomica per spaventare il Pakistan e che nega l&#8217;autodeterminazione del Kashmir, [treno 4034 Pathànkot-Delhi... 2h30' di ritardo] che sembra permettere a tutti di sopravvivere&#8230;<br />
dove i poliziotti che hanno bisogno di soldi ti fermano e gli dai un po&#8217; di soldi non ti faranno la multa che non potrai mai contestare; dove le aquile volano alte e i lebbrosi mendicano per strada.</p>
<p>Quando finalmente riusciamo a salire sul treno e a trovare le nostre brande la prima impressione è quella del treno per deportati&#8230;</p>
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		<title>Sharing love experience</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2005 08:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Dharamshala]]></category>
		<category><![CDATA[Hymalaya]]></category>
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		<category><![CDATA[McLeodGanj]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet]]></category>
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		<description><![CDATA[e-mail a casa&#8230; McLeodGanj – Himachal Pradesh – India Sede del Governo Tibetano in esilio. Siamo qui da 3 giorni, a 1770 metri slm, di fronte montagne che superano i 6000 m slm, le aquile roteano sulla testa. Delhi è a 15 ore di pulman da qui, ma l’India intera sembra essere lontana più della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e-mail a casa&#8230;</p>
<p>McLeodGanj – Himachal Pradesh – India<br />
Sede del Governo Tibetano in esilio.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 110px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/india-149.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="&amp;nbsp" src="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/thumbs/thumbs_india-149.jpg" alt="india-149.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Siamo qui da 3 giorni, a 1770 metri slm, di fronte montagne che superano i 6000 m slm, le aquile roteano sulla testa. Delhi è a 15 ore di pulman da qui, ma l’India intera sembra essere lontana più della Luna. Qui siamo in Tibet, non amministrativamente ma nella pace. Qui dopo l’invasione del Tibet da parte della Cina il governo indiano ha lasciato che i tibetani potessero ricostruire la propria comunità in attesa di poter rientrare in Tibet, scuole, ospedali, templi, il Parlamento Tibetano in Esilo, i vari ministeri, la residenza di Sua Santità il XIV Dalai Lama; qui abita anche Namgyal il nostro figlio adottivo a distanza, siamo qui per poter abbracciare lui e la sua famiglia.<span id="more-243"></span></p>
<p>Abbiamo faticato a prendere il bus da Delhi a Dharamsala/McLeodGanj ma l’India e le sue contraddizioni rendono anche noi a poco a poco indiani.<br />
L’autobus “Delux” è + indiano che mai: fuori bianco, lucido, nuovissimo&#8230; dentro plastiche si staccano sporche dai sedili sfondati.<br />
Il viaggio spaventa, valige e sacchi ovunque, aria carica dei nostri corpi, 15 ore di viaggio davanti a noi attraverso 4 stati della Repubblica indiana: Delhi, Haryhana, Panjab e finalmente l’Himachal Pradesh.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/india-068.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="alba a McLeodGanj" src="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/thumbs/thumbs_india-068.jpg" alt="india-149.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">alba a McLeodGanj</p></div>
<p>Ogni buca della strada potrebbe essere un osso che si rompe, la notte è lunga e fredda, nei giorni scorsi ha nevicato. La strada comincia a salire, buio. Quando la corriera si ferma all’ultima frontiera non riparte&#8230; nella notte gli occhi addormentati faticano a mettere a fuoco i tibetani che spingono x farla ripartire.<br />
è il primo vero incontro con il Tibet.<br />
Ancora buche e tornanti, non si riesce a stare fermi, mal di mare.</p>
<p>Arriviamo. Scendiamo dal bus, credevamo peggio, è buio, non sappiamo dove andare, nessun albergo ci aspetta. Torce elettriche frugano il bagagliaio; corpi attorno a noi, voci sottili, quiete&#8230; qualcosa è cambiato, l’aria non è + quella di Delhi. Parole sussurrate, corpi a cortese distanza, non ci siamo + abituati. Tibetani cortesi ci accolgono e offrono camere, offrono dolcemente un servizio nel buio della note Hymalayana, non ti assaltano come carne da macello. Le grandi cittè indiane sembrano un sogno lontano.<br />
Attraverso le strette stradine innevate arriviamo alla camera e il sole rosso fa capolino fra montagne delle quali ignoriamo l’imponente altezza, aquile ci roteano davanti agli occhi&#8230;</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 110px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/india-152.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title=" bandiere di preghiera tibetane" src="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/thumbs/thumbs_india-152.jpg" alt="india-152.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">bandiere di preghiera tibetane</p></div>
<p>L’Hymalaya è accogliente, è come tornare a casa. Lacrime difficili da trattenere. Qui la terra emette pace, i tibetani nel loro esilio emettono pace.<br />
Per strada qualche mendicante, non una flotta&#8230; noi appena sbarcati da luoghi nei quali devi imparare a difenderti appariamo troppo scortesi x questo popolo così evoluto. Il Dalai Lama in questo esilio ringrazia i cinesi perchè hanno dato l’opportunità ai tibetani di penetrare tutta la terra e non rimanere rinchiusi sul tetto del mondo&#8230; ecco dov’è l’evoluzione, e questo stesso spirito del Lama lo si respira fra i tibetani e in questa loro terra.</p>
<p>Andiamo a trovare Palmo e i bambini, siamo qui per questo. è un’emozione unica, sono oramai tre anni che oltre a sponsorizzare gli studi di Namgyal (il piu’ grande) ci sentiamo per lettera, 2 o 3 l’anno, ci scambiamo fotografie, ma potersi abbracciare è troppo! Sono molto poveri, ma con un grande cuore e una grande dignità, 28 anni e 3 figli abitano in 3 camere comunicanti attraverso un piccolo cortiletto, niente vetri alle finestre, bisogna scegliere fra luce o calore.bandiere di preghiera tibetane</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 85px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/india-128.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="al tempio di Norbulingka" src="http://www.atisha.it/foto/india-mcleod/thumbs/thumbs_india-128.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">al tempio di Norbulingka</p></div>
<p>Eppure, eppure ci invitano a pranzo, ci cucinano carne, non credo che piatti così pregiati arrivino spesso sulla loro tavola. Palmo amorevolmente veste Agni di un magnifico abito tibetano un dono per noi. Altre lacrime.<br />
Gente di montagna abituata ad una vita molto dura, esiliata dalla propria terra riesce a vivere con amore e con serenità!<br />
Quante volte noi che abbiamo tutto ci sentiamo profondamente insoddisfatti, stressati e tesi, nel vano tentativo di rimanere legati ad una materia che non ci appartiene. I bambini giocano amorevolmente sotto lo sguardo paziente di Palmo, quello che si sente è una famiglia molto unita in una solidarietà amorevole, bimbi particolarmente ubbidienti con genitori che mai alzano la voce o usano le mani.</p>
<p>Credo che a tutti i bambini farebbe molto bene saper di avere un fratello in queste terre, poterlo venire a trovare (è più semplice di quanto immaginiamo), giocare con lui, come lui, condividere i giochi con lui.</p>
<p>A cena abbiamo conosciuto PemaTso arrivata a piedi dal Tibet. Ha attraversato a piedi tutta la catena Hymalayana dal Tibet a McLeodGanj da sola con un’amica.<br />
Niente fame, niente freddo, solo PAURA. La paura la leggiamo nel suo volto quando parla dei cinesi e, ancora di più dei Nepalesi che se ti prendono ti consegnano alla Cina, lei ora è qua&#8230; ma i suoi genitori sono ancora in Tibet.</p>
<p>Tashi Delek<br />
(pioggia di benedizioni &#8211; dal tibet)</p>
<p>Agni e Max</p>
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		<title>L&#8217;India è un posto strano</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2005 08:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Delhi]]></category>
		<category><![CDATA[namaste]]></category>
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		<description><![CDATA[e-mail a casa&#8230; l&#8217;India è davvero un posto strano&#8230;. tu non hai idea e credo che anche spiegartelo sia difficile&#8230;. innanzitutto qui tutta la vita accade per strada&#8230; è pieno di gente, macchine, autobus, scimmie, biciclette, mucche, cani, esseri umani, mendicanti, cammelli, risciò e quant&#8217;altro possa passare nella testa di questa gente&#8230; lungo la strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e-mail a casa&#8230;</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 85px"><a class="thickbox" title="India  - Delhi" href="http://www.atisha.it/foto/india-strade/india-189.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="trasporti &quot;regolari&quot;" src="http://www.atisha.it/foto/india-strade/thumbs/thumbs_india-189.jpg" alt="trasporti &quot;regolari&quot;" width="75" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">trasporti &quot;regolari&quot;</p></div>
<p>l&#8217;India è davvero un posto strano&#8230;. tu non hai idea e credo che anche spiegartelo sia difficile&#8230;. innanzitutto qui tutta la vita accade per strada&#8230;<br />
è pieno di gente, macchine, autobus, scimmie, biciclette, mucche, cani, esseri umani, mendicanti, cammelli, risciò e quant&#8217;altro possa passare nella testa di questa gente&#8230; lungo la strada ci sono piccole botteghe che vendono qualunque cosa ma gli artigiani delle botteghe vivono e lavorano sui marciapiedi, così non si può camminare sui marciapiedi perchè sono pieni, e tutto questo traffico si riversa sulla strada&#8230;. altro particolare non di secondaria importanza è che la guida è a destra&#8230; per cui non si capisce mai da che parte i mezzi stiano per girare&#8230;.<span id="more-251"></span><br />
tante volte in un posto così povero ci sentiamo come dei polli da spennare e devo dire che una prima spennata l&#8217;abbiamo già presa&#8230;. ma pazienza&#8230; si sa che può succedere&#8230; in questi giorni siamo stati in giro con la guida&#8230; e stasera siamo tornati a Delhi, la capitale, domani pomeriggio partiamo per Dharamshala è al nord ed è molto freddo! sarà un viaggio impegnativo e la zona è molto povera per cui non so se riusciremo a sentirci! proverò ma temo perchè anche nelle città più grandi trovare una connessione internet o la possibilità di una chiamata internazionale è cosa durissima&#8230;. (scopriamo poi che non è vero!)</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 85px"><a class="thickbox" title="India  - Delhi" href="http://www.atisha.it/foto/india-strade/india-061.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="Delhi di notte" src="http://www.atisha.it/foto/india-strade/thumbs/thumbs_india-061.jpg" alt="trasporti &quot;regolari&quot;" width="75" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Delhi di notte</p></div>
<p>Oggi è stata una buona giornata siamo stati invitati a cena a casa della nostra guida, si chiama Roop, la casa è in una specie di baraccopoli fatiscente dove avere la luce la sera è un gran lusso, questa famiglia può averla grazie al faticoso lavoro di Roop, credimi qui guidare la macchina è molto pericoloso, inimagginabile per un europeo&#8230;.. Roop mi ha chiesto (a Max) se voleva guidare ma lui proprio non se l&#8217;è sentita! troooooppo casino!<br />
abbiamo fatto un giro con l&#8217;elefante, siamo andati dentro un antico palazzo reale&#8230; con delle porte così grandi che sembravano grandi a passarci dentro con l&#8217;elefante&#8230;. l&#8217;india è fatta così, grandi contrasti&#8230; da una parte bambini che mendicano (tantissimi) e gente che lavora duro per 12-15 ore al giorno per una ciotola di riso e dall&#8217;altra parte palazzi reali immensi con dei giardini così belli e delicati da togliere il fiato&#8230;.. gli alberghetti sono molto semplici ma puliti&#8230;.. l&#8217;unico albergo lussuoso dove siamo andati per ora ci ha dato una bidonata&#8230;. come sempre&#8230; piu&#8217; sono ricchi più sono stronzi&#8230;.</p>
<p>Qui ci si saluta dicendo NAMASTE&#8230;.<br />
Namaste quindi, un grosso bacio e grazie ancora&#8230;&#8230;</p>
<p>Agni e Max</p>
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		<title>Agra</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2005 09:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Agra]]></category>
		<category><![CDATA[arte islamica]]></category>
		<category><![CDATA[madhya pradesh]]></category>
		<category><![CDATA[taj mahal]]></category>
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		<description><![CDATA[verso Agra Incontriamo Roop alle 8 poco distante dal nostro albergo e con lui partiamo per Agra. Delhi sfila lenta davanti ai nostri occhi. La Delhi coloniale fatiscente, la Delhi capitale, cantieri della metro, le baraccopoli, bufali e mucche, branchi di docili cani accucciati nelle aiuole spartitraffico, carri trainati da mucche, cavalli, cammelli, uomini, carichi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style: italic;">verso Agra</span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 110px"><a class="thickbox" title="India  - Madhya Pradesh" href="http://www.atisha.it/foto/india-strade/india-310.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="India  - Madhya Pradesh" src="http://www.atisha.it/foto/india-strade/thumbs/thumbs_india-310.jpg" alt="india-310.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">India  - Madhya Pradesh</p></div>
<p style="text-align: left;">Incontriamo Roop alle 8 poco distante dal nostro albergo e con lui partiamo per Agra.<br />
Delhi sfila lenta davanti ai nostri occhi. La Delhi coloniale fatiscente, la Delhi capitale, cantieri della metro, le baraccopoli, bufali e mucche, branchi di docili cani accucciati nelle aiuole spartitraffico, carri trainati da mucche, cavalli, cammelli, uomini, carichi di merci, auto, mucche, uomini&#8230; tutto appare intercambiabile.<span id="more-256"></span></p>
<p><span style="font-style: italic;">Agra &#8211; Taj Mahal</span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 85px"><a class="thickbox" href="http://www.atisha.it/foto/india-taj-mahal/india-011.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="Taj Mahal" src="http://www.atisha.it/foto/india-taj-mahal/thumbs/thumbs_india-011.jpg" alt="india-011.jpg" width="75" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Taj Mahal</p></div>
<p>&#8220;Lasciate che sia il Taj a parlarvi&#8221; ci raccomanda Roop<br />
è vero il Taj parla&#8230; parla dell&#8217;Amore e di chi lo ha fatto costruire per le spoglie della sua sposa anche se tutti lo credevano pazzo. Imponente e magnifico nella simmetria del marmo bianco, immensi prati verdi e il suo riflesso nei corridoi d&#8217;acqua.<br />
Vent&#8217;anni per costruirlo, per decorarlo con fiori e iscrizioni del corano; sublime arte islamica nel cuore dell&#8217;India, divenuto il simbolo stesso dell&#8217;India.<br />
Penso alle statue del Budda scavate mille vite fa nell&#8217;arenaria afgana e in un attimo distrutte dal regime talebano. Un&#8217;isola di serenità nel cuore caotico e pulsante di Agra; uscire dal Taj è entrare in un girone dantesco, la folla mi assale, sono impotente di fronte a tanta desolazione e a tante richieste.<br />
Dentro al Taj pochi occidentali, molti indù, alcuni mussulmani. Il Taj Mahal è luogo sacro mussulmano ma pare essere sacro per tutti, la devozione indù contagia tutti.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 110px"><a href="http://www.atisha.it/foto/india-taj-mahal/india-023.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="api sulle volte del tempio" src="http://www.atisha.it/foto/india-taj-mahal/thumbs/thumbs_india-023.jpg" alt="india-023.jpg" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">api sulle volte del tempio</p></div>
<p>Un piacevole incontro&#8230; sulla volta d&#8217;entrata tre macchie scure attirano la nostra attenzione, un&#8217;ape morta a terra. Tre famiglia di api hanno preso dimora al Taj Mahal, famiglie belle grandi con i nidi a svariati metri di altezza convivono con migliaia di visitatori. Scoiattoli e pappagalli verdi abitano il giardino. Ci perdiamo cercando l&#8217;uscita.</p>
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		<title>Delhi</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2005 10:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maqss</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Delhi]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Cortocircuito! L&#8217;aereoporto di Delhi è un aereoporto qualunque, abbastanza grande e abbastanza fatiscente, old-style, ma pur sempre un aereoporto, potremmo essere ovunque, ma lì fuori c&#8217;è Delhi e tutta l&#8217;India si ammassa all&#8217;uscita dei viaggiatori&#8230; parafrasando Pasolini quello che mi assale è &#8220;il rumore dell&#8217;Idia&#8221;. I miei occhi erano stati preparati, il mio olfatto era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 110px"><a class="thickbox" title="tetti   - India - Delhi" href="http://www.atisha.it/foto/india-delhi/india-188.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="i tetti di Delhi" src="http://www.atisha.it/foto/india-delhi/thumbs/thumbs_india-188.jpg" alt="i tetti di Delhi" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">i tetti di Delhi</p></div>
<p>Cortocircuito!<br />
L&#8217;aereoporto di Delhi è un aereoporto qualunque, abbastanza grande e abbastanza fatiscente, old-style, ma pur sempre un aereoporto, potremmo essere ovunque, ma lì fuori c&#8217;è Delhi e tutta l&#8217;India si ammassa all&#8217;uscita dei viaggiatori&#8230; parafrasando Pasolini quello che mi assale è &#8220;il rumore dell&#8217;Idia&#8221;. I miei occhi erano stati preparati, il mio olfatto era stato preparato, il mio udito è ora a Delhi.<br />
<span id="more-258"></span>Un autista molto educato ci accoglie per guidarci in albergo (l&#8217;unico di questo viaggio che abbiamo prenotato da casa). Vuole raccontarci l&#8217;India tutta intera del breve viaggio, l&#8217;inglese impastato di indu non è ancora penetrato in noi e non ci lascia tregua. Il clacson della sua piccola &#8220;Tata indica&#8221; sfida &#8220;Tata&#8221; enormi, ricksaw, moto-ricksaw e ogni cosa si muova sulla strada. Guidare a Delhi è un&#8217;esperienza, fortunatamente non la mia.<br />
Ragazzi poco più che ventenni pedalano nel traffico con tre bombole del gas sul portapacchi. Placide mucche bianche e abbastanza in carne, mangiano lente ad un ristorante all&#8217;aperto assieme ai commensali divertiti.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a class="thickbox" title="tetti   - India - Delhi" href="http://www.atisha.it/foto/india-delhi/india-003.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" title="Old Delhi" src="http://www.atisha.it/foto/india-delhi/thumbs/thumbs_india-003.jpg" alt="Old Delhi" width="100" height="75" /></a><p class="wp-caption-text">Old Delhi</p></div>
<p>E&#8217; tutto così shockante che mi sento quasi a casa, sconvolto e integrato&#8230; avvolto dalla dicotomia indiana.<br />
L&#8217;autista spegne il motore ai semafori e lo lascia acceso mentre fa il pieno.<br />
Larghi quartieri coloniali, ordinati e pieni di verde e di monumenti, affiancati a vere e proprie baraccopoli; lucide automobili occidentali sfrecciano accanto a lamiere tenute insieme col fil di ferro.<br />
Entriamo a Old-Delhi, nelle guide turistiche è forse l&#8217;ultimo luogo in cui andare, è la nostra prima notte indiana e vi penetriamo in ricksaw&#8230; luci, cavi ovunque, moto ricksaw, biciclette, uomini, animali, gioielli, stoffe, voci, rumori&#8230; pace!<br />
Pace dentro ad un tempio Giainista scoperto grazie all&#8217;improvvisato autista di ricksaw da noi mal ricompensato dalla nostra non confidenza con le rupie.</p>
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