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McLeodGanj – Himachal Pradesh – India

Sede del Governo Tibetano in esilio.

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Siamo qui da 3 giorni, a 1770 metri slm, di fronte montagne che superano i 6000 m slm, le aquile roteano sulla testa. Delhi è a 15 ore di pulman da qui, ma l’India intera sembra essere lontana più della Luna. Qui siamo in Tibet, non amministrativamente ma nella pace. Qui dopo l’invasione del Tibet da parte della Cina il governo indiano ha lasciato che i tibetani potessero ricostruire la propria comunità in attesa di poter rientrare in Tibet, scuole, ospedali, templi, il Parlamento Tibetano in Esilo, i vari ministeri, la residenza di Sua Santità il XIV Dalai Lama; qui abita anche Namgyal il nostro figlio adottivo a distanza, siamo qui per poter abbracciare lui e la sua famiglia.

Abbiamo faticato a prendere il bus da Delhi a Dharamsala/McLeodGanj ma l’India e le sue contraddizioni rendono anche noi a poco a poco indiani.

L’autobus “Delux” è + indiano che mai: fuori bianco, lucido, nuovissimo… dentro plastiche si staccano sporche dai sedili sfondati.

Il viaggio spaventa, valige e sacchi ovunque, aria carica dei nostri corpi, 15 ore di viaggio davanti a noi attraverso 4 stati della Repubblica indiana: Delhi, Haryhana, Panjab e finalmente l’Himachal Pradesh.

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alba a McLeodGanj

Ogni buca della strada potrebbe essere un osso che si rompe, la notte è lunga e fredda, nei giorni scorsi ha nevicato. La strada comincia a salire, buio. Quando la corriera si ferma all’ultima frontiera non riparte… nella notte gli occhi addormentati faticano a mettere a fuoco i tibetani che spingono x farla ripartire.

è il primo vero incontro con il Tibet.

Ancora buche e tornanti, non si riesce a stare fermi, mal di mare.

Arriviamo. Scendiamo dal bus, credevamo peggio, è buio, non sappiamo dove andare, nessun albergo ci aspetta. Torce elettriche frugano il bagagliaio; corpi attorno a noi, voci sottili, quiete… qualcosa è cambiato, l’aria non è + quella di Delhi. Parole sussurrate, corpi a cortese distanza, non ci siamo + abituati. Tibetani cortesi ci accolgono e offrono camere, offrono dolcemente un servizio nel buio della note Hymalayana, non ti assaltano come carne da macello. Le grandi cittè indiane sembrano un sogno lontano.

Attraverso le strette stradine innevate arriviamo alla camera e il sole rosso fa capolino fra montagne delle quali ignoriamo l’imponente altezza, aquile ci roteano davanti agli occhi…

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bandiere di preghiera tibetane

L’Hymalaya è accogliente, è come tornare a casa. Lacrime difficili da trattenere. Qui la terra emette pace, i tibetani nel loro esilio emettono pace.

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